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Risk and bioethics at WCSJ2011 in Doha (from a European perspective)

The following article, by Swim board member Daniela Ovadia, has just come out in the newsletter of EUSJA.

European science journalism was represented at WCSJ 2011 in Doha also by two panelists from Italy: Fabio Turone, who produced a panel on the communication of risk, and myself, in charge of a session on bioethics.

Moderated by Wilson Da Silva, editor in chief of Cosmos, the most widely read science popularisation magazine in Australia, the panel on risk offered three very diverse points of view on the issue.

Nigeria’s Akin Jimoh, who is the anglophone coordinator for the SjCOOP mentoring program of the World Federation of Science Journalists, discussed about the many difficulties a reporter has to overcome when trying to involve the population of African countries in the debate on risk, difficulties summarised in the picture of two motorbike riders wearing ludicrous – but not uncommon – substitutes for the helmets mandated by the law.

The lively and entertaining contribution by former TV reporter David Ropeik, book author and instructor at Harvard, focused on the elements that contribute to make objective hazards more or less scary, which should be known and used with caution by media professionals: from trust to familiarity, from choice to uncertainty through the dualism between risk and benefit, natural and man-made and between catastrophic and chronic, and more. His extensive research on the perception of risk was recently summarised in the book “How Risky Is It, Really?: Why Our Fears Don’t Always Match the Facts”.

Finally Fabio Turone analysed the available medical litterature on the quality of health and specifically risk reporting, to stress the importance of providing lifelong training for science journalists by journalists, specifically to practice and reinforce a critical approach. He presented the existing attempts at establishing a stronger and more effective alliance among scientific institutions, health policy makers and the media professionals in which the latter are considered “professional equals”.

From left: David Ropeik, Fabio Turone, Akin Jimoh and the moderator Wilson Da Silva.

Bioethics is more and more important in health reporting. It’s harder and harder for a science journalist to separate opinion from scientific evidence in topics such as end of life decisions or the  assessment of consciousness and coma. The panel in Doha was composed by journalists from the US – Joe Palca, science correspondent from NPR, and Jon Cohen, correspondent with Science who acted as moderator – the Canadian bioethicist Eric Racine, from Mc Gill University in Montréal, and myself. Racine illustrated his research on media reporting in cases that have a strong bioethical angle, especially with regards with neurology and neuroscience. He discussed the media coverage of the Terry Schiavo case in American and British newspapers through the analysis of the language used to describe her medical history, the most common mistakes in reporting and the misunderstanding of the experts’ comments.

Joe Palca discussed the hypes and hopes of stem cell research in neurological diseases and raised the question of how to report such an important issue. Finally I summarized two important cases involving end-of-life decisions that were debated in Italy for many years: the case of Piergiorgio Welby (an ASL patient who asked to withdraw assisted ventilation) and the case of Eluana Englaro (a coma patient with many similarietis with the Schiavo’s story). The speech benefited from the work by Gianna Milano, an Italian colleague who followed both cases for many years but could not attend the Doha conference.

From left: Daniela Ovadia, Eric Racine, Jon Cohen and Joe Palca.

The final discussion on the role of science journalism in ethical and scientific controversies sparked a debate about the difference between informing and teaching. The majority declared that the role of journalists is to inform and not to teach nor to judge the experts’ or the families’ position. An interesting part of the discussion involved colleagues from Islamic countries, where the bioethics debate is still in its infancy but is an emerging issue.

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Giornalisti scientifici non sudditi delle fonti

IL RESOCONTO DELLA NOSTRA INVIATA AL 7° CONGRESSO MONDIALE DI DOHA, IN QATAR

Nutrita la presenza di italiani, tra cui cinque colleghi lombardi che hanno vinto una borsa di studio del nostro Ordine. Il prossimo appuntamento sarà, nel 2013, a Helsinki
di Daniela Ovadia

(Da Tabloid, periodico dell’Ordine dei Giornalisti della Lombardia, n 4-2011)

Oltre 720 partecipanti di 91 diverse nazionalità, per la metà provenienti da Paesi in via di sviluppo: è questo il bilancio conclusivo del 7° congresso mondiale dei giornalisti scientifici, organizzato dalla World Federation of Science Journalists (Wfsj), svoltosi alla fine di giugno a Doha, capitale del Qatar. Un successo meritato, dovuto anche alla tenacia delle organizzazioni promotrici, la Nasw, che riunisce i colleghi statunitensi, e la Federazione dei giornalisti scientifici di lingua araba, che hanno voluto portare questo importante evento per la prima volta in un Paese islamico, dove ha sede, peraltro, la ben nota emittente televisiva Al Jazeera.

I membri vecchi e nuovi del direttivo della Federazione Mondiale Giornalisti Scientifici: il nuovo presidente Vesa Niinikangas, finlandese che organizzerà il congressso del 2012 a Helsinki (secondo da sinistra) e la presidente uscente, l’egiziana Nadia El-Awady (al centro con l’hijab).

I membri vecchi e nuovi del direttivo della Federazione Mondiale Giornalisti Scientifici: il nuovo presidente Vesa Niinikangas, finlandese che organizzerà il congressso del 2013 a Helsinki (secondo da sinistra) e la presidente uscente, l’egiziana Nadia El-Awady (al centro con l’hijab).

Il congresso, che ha luogo ogni due anni, costituisce una preziosa opportunità di formazione e collaborazione per i giornalisti scientifici di tutto il mondo. I delegati, tra i quali si contava per la prima volta un folto gruppo di italiani, grazie anche al contributo che l’Ordine della Lombardia ha voluto dare attraverso l’istituzione di borse di studio (vedi box), sono stati ospitati nel nuovissimo campus universitario alle porte di Doha, dove hanno costruito le loro sedi distaccate le migliori università statunitensi, tra le quali Harvard, il Mit, la Georgetown University e la Carnegie Mellon. Gli impressionanti edifici, opera di famosi architetti, sorgono in mezzo al deserto e hanno visto susseguirsi, per cinque giorni, sessioni dedicate a tutti gli aspetti della professione. Nelle freddissime sale del centro congressi si è parlato anche di formazione, con un workshop internazionale dedicato alla didattica del giornalismo scientifico. A fianco di ricercatori di chiara fama, come il Nobel per la chimica egiziano Ahmed Zewail, c’erano anche giornalisti specializzati in grado di discutere di scienza dal punto di vista dei media.

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The state of Science Journalism according to the WFSJ

The World Federation of Science Journalists has recently published in its website the report of the activities in the years 2009-2001 and several documents summarizing the very successful World Conference of Science Journalists held in Doha (Qatar) with an attendance of 800 delegates from 89 countries.

World Conference of Science Journalists in Doha Report is online

WFSJ 2009-2011 Report & minutes of the Doha General Assembly

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Lo Swim-team è in partenza per il congresso di Doha

La partecipazione italiana al congresso mondiale dei giornalisti scientifici che inizierà domenica 26 giugno sarà caratterizzata dalla presenza di numerosi iscritti della nostra associazione, in veste di panelist (Gianna Milano, Daniela Ovadia e Fabio Turone) e di delegati (oltre a Nicla Panciera che viene da Trento, dalla Lombardia verranno Mariachiara Albicocco, Amelia Beltramini, Valentina Murelli e Chiara Palmerini, che insieme al collega Alberto Giuffrè hanno beneficiato delle borse messe a bando dall’Ordine dei Giornalisti della Lombardia per i suoi iscritti).
Nella capitale dell’emirato del Qatar contiamo di incontrare centinaia di colleghi da tutto il mondo (e  magari anche altri colleghi italiani) e di discutere del presente e delle prospettive future dell’affascinante professione del giornalista scientifico, che sta attraversando numerose trasformazioni e deve saper cogliere le occasioni di rinnovamento profondo che la situazione di generale crisi del giornalismo porta con sé.

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Annunciati i vincitori della borsa dell’OdG per Doha

Assegnate le borse di studio dell’Odg lombardo per il Congresso mondiale dei giornalisti scientifici

L’Ordine dei giornalisti della Lombardia ha messo a disposizione 5 borse di 800 euro ciascuna, quale contributo alle spese di viaggio e iscrizione per il Congresso mondiale dei giornalisti scientifici (World Federation of Science Journalists), in programma dal 26 al 30 giugno 2011 a Doha (Qatar).

Dopo l’esame delle richieste pervenute le borse sono state assegnate a: Mariachiara Albicocco, Amelia Beltramini, Alberto Giuffrè, Valentina Murelli, Chiara Palmerini.

 

Congratulazioni ai vincitori!

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Ancora pochi giorni per andare a Doha con le borse dell’Ordine

Mancano pochi giorni alla scadenza del bando per le borse da 800 euro che l’Ordine dei Giornalisti della Lombardia ha messo a disposizione degli iscritti che vogliono partecipare al Congresso mondiale dei giornalisti scientifici che si terrà a Doha, in Qatar, alla fine di giugno.

Il bando dell’Ordine dei Giornalisti è consultabile qui: la somma di 800 euro è sufficiente a coprire la quasi totalità dei costi (per la registrazione al congresso gli iscritti a Swim hanno diritto alla quota scontata), dal momento che gli organizzatori hanno un’ottima convenzione con un albergo cinque stelle (50 dollari, circa 40 euro, a notte per la singola: il doppio per la doppia) e con le Qatar Airlines (15-25% di sconto).
Per quanto riguarda il volo aereo, vi consigliamo comunque di fare una valutazione comparata dei costi, per esempio su skyscanner.it, perché si trovano biglietti andata e ritorno a meno di 500 euro.

Infine, se avete bisogno di ulteriori motivi per venire, ecco un po’ di suggerimenti turistici da Repubblica Viaggi (“Doha tra archistar e tradizione”).

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Ecco il bando dell’OdG lombardo per Doha

Ecco i dettagli del bando per le borse istituite dall’Ordine dei Giornalisti della Lombardia, di cui avevamo dato un’anticipazione nei giorni scorsi: Continue reading

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A Doha, con le borse dell’Ordine della Lombardia

Cinque borse di studio da 800 euro ciascuna: ecco come l’Ordine dei Giornalisti della Lombardia ha accolto la richiesta della nostra associazione di favorire la partecipazione italiana al Congresso Mondiale dei giornalisti scientifici di Doha, in Qatar (27-30 giugno 2011).

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Nadia El-Awady: «Join us in Doha»

We want to spread as much as possible this letter from Nadia El-Awady, President of the World Federation of Science Journalists, so we ask you to diffuse it to any professional who you think might be interested in attending the World Conference of Science Journalists taking place in Doha (Qatar) next June. Continue reading

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WCSJ 2011 in Doha: apply for a scholarship until tomorrow

The deadline to apply for scholarships to participate in WCSJ2011 in Doha has been extended to tomorrow, March 15. Hurry up and apply if you haven’t already! Continue reading

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